Ricominciare

Oggi 19 gennaio sono tornata a varcare le porte del laboratorio dopo quasi venti giorni di clausura per la febbre e la bronchite… Che bello essere accolta con un sorriso, con un abbraccio da amici e colleghi che ci tengono a sapere come stai!!! Sono grata per tutto l’affetto che trovo sempre e che è più di tutto quello che io abbia mai ricevuto in passato!!! Sono sempre stata sola ad affrontare il mio mostro, gli amici sparivano o mi evitavano per la mia salute cagionevole!!! Ho imparato a vivere la mia battaglia sola e a non soffrire più perché non ero capita… Prima ci sono stati i pianti da adolescente, poi la remissività e la rassegnazione dell’adulta… Ora la gioia di godere anche dei più piccoli gesti d’affetto!!! La malattia trasforma, matura, plasma e umanamente parlando i sopravvissuti come me hanno una marcia in più: quella magica empatia che attira gli altri perché hai un atteggiamento positivo per la vita nonostante tutto e hai sempre cuore e braccia aperte per accogliere chiunque ne abbia bisogno…

Non siamo supereroi d’acciaio… Cadiamo anche noi… Ma alla fine ci rialziamo e ripartiamo! Anche perché siamo fragili soprattutto quando veniamo a sapere che un altro guerriero come Alessio se ne è andato e che altre due purtroppo perderanno la loro battaglia contro la leucemia… Continuerò a rialzarmi e a ricominciare anche per voi, così come ho sempre fatto per altri in passato! Portandovi nel mio cuore troverò sempre la forza per ricominciare!!! 

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Riflessione sulla vecchiaia

Ieri 17 gennaio, con gli Arcobaleni abbiamo concluso il ciclo di concerti iniziati un anno fa. Eravamo ospiti presso il centro Don Bosco a Pescia. Dopo aver riscaldato le voci con i vocalizzi sono andata in crisi perché la voce non usciva… Mi sono spaventata e per fortuna gli Arcobaleni sono riusciti a convincermi che tutto andrà bene con l’aiuto di Sissy. Verso le 15.20 gli infermieri hanno iniziato ad accompagnare in chiesa gli ospiti, chi sotto braccio, chi in carrozzina… Le persone anziane e indifese mi fanno tenerezza. Mi aspettavo di vedere anche i loro parenti in visita e invece erano soli, di domenica… La tristezza è aumentata… Anche noi saremo dimenticati e lasciati soli da vecchi? Questo pensiero mi ha sempre turbato, considerata anche la solitudine per la mia malattia… Non c’è un figlio, i nipoti sono lontani… La vecchiaia mi spaventa più per questo che per altro… Eppure non mi cambierebbe granchè… Eppure… Abbiamo cantato, io ho fatto solo il pesce, e alla fine di ogni brano ci applaudivano come avessimo fatto chissà che… Spesso cantavano con noi ed era bello unire le nostre voci insieme. Alla fine ci hanno chiesto anche il bis e finito anche quello ci siamo mescolati un po a loro e una signora ci ha stretto le mani per ringraziarci della compagnia e per dirci che quando abitava in Svizzera cantava anche lei. Col cuore le abbiamo detto che ritorneremo!!! Siamo usciti col cuore pieno di gioia ma anche di tristezza e questa non mi ha lasciato nemmeno oggi quando mi sono resa conto di quanto si senta sola e inerme la mamma di Vale… Come dice lei non si difende più e dipende sempre da noi e da Elsa che la aiuta. Nonostante ciò spesso la riteniamo un peso perché dobbiamo occuparci di molte cose… Eppure lei ha sempre fatto tanto per tutti e nessuno le è grato! In qualunque modo uno sia non va mai bene… Come dovremmo essere allora? Non lo so… Dovremmo solo essere grati di poterci essere e godere sempre della presenza degli altri!!! 

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Aria nuova

Come è bello sentire espandere tutti gli alveoli polmonari all’aria aperta e sentir diffondere l’aria fresca dopo 15 giorni di nuova clausura!!! Dopo due settimane di letto e divano per febbre e bronchite è stata dura uscire, scendere le scale e camminare… Le gambe sembravano addormentate e i mesi di palestra erano inesorabilmente svaniti… Tutta la fatica e la volontà profuse nei mesi scorsi… Spariti… Ora bisogna ricominciare, per l’ennesima volta… Ripartire e tirare su un fisico che è di nuovo provato dalle terapie! Quante volte dovrò ancora farlo nella mia vita??? Ma come si dice sempre… Meglio poterlo fare!!! Però quanto sarebbe più facile la mia vita altrove, al caldo… Da mesi è il pensiero fisso che assilla me e Vale… Prima o poi lo faremo ma vorrei non dovermi più sentire male… Forza, sempre avanti tutta!!! Vivere è sempre bello!!! ❤️

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Vita serena

La mia infanzia è stata normale, come quella di tante mie coetanee.i miei genitori erano fantastici e mi ricordo di quando da piccola aspettavo l’arrivo di papà giù dal ponte di San Donato e di come mi prendesse in braccio facendomi roteare! Quando verso le 17 tornava a casa, per farsi aprire fischiava con un riconoscibile motivetto!!! Mamma è sempre stata dolcissima e buonissima! A cinque anni ho iniziato a fare danza classica due volte a settimana… Come per la maggior parte delle bimbe, volevo diventare una ballerina! La mia non era un’insegnante con la I maiuscola ma ce ne siamo accorte dopo cinque anni di lezioni e saggi… Non si preoccupava minimamente dell’età più adeguata per le punte col gesso che ho indossato a sette anni… Ovvio io ero alle stelle perché una volta salita sulle punte ti senti davvero già una ballerina… Ma i miei piedi sono cresciuti un po’ storti perché compressi in una scarpetta con punta stretta. Fino a quando danzi ami i tuoi piedi, soprattutto quando hanno il giusto collo del piede e quando non si riempiono di vesciche e fai invidia a tutte le altre che soffrono le pene dell’inferno! Poi quando smetti inizi a odiarli perché li vorresti dritti…                                                                                                                                  I cinque anni di scuole elementari sono stati fantastici ma anche pieni di scontri. Sono sempre stata la più alta di statura e i maschi, sentendosi un po’ sovrastati, mi chiamavano con nomignoli che odiavo:” Pamela Tarlá col Cup pelà”, “Pamela Ewing” di Dallas, “tonno” e chi più ne ha più ne metta. All’inizio mi facevano arrabbiare, poi sono sempre riuscita a fregarmene e davo loro lezioni cocenti quando giocavamo a calcio nel giardino della scuola o quando facevamo i tornei che vedevano contrapposte la scuola Cerutti, dove andavo io, e le Suore… Nessuno mi stava dietro e facevo sempre gol! Idem a pallavolo! Qualsiasi attività facessi eccellevo sia fisicamente sia mentalmente… In tutto ciò che facevo ci mettevo tutto l’impegno che potevo e non mi fermava nessuno. È così è continuato ad essere anche nei tre anni delle medie! Lo sviluppo a 11 anni mi ha fatta fiorire e tutto lo sport che facevo mi rendeva ancor più schiantosa… Mi piaceva portare le minigonne e topppini succinti. Ho cambiato scuola di danza per vedere di realizzare il mio sogno… La mia nuova insegnante era Iride Sauri, allora prima ballerina alla Fenice di Venezia, e le lezioni, anche quattro volte a settimana, erano impegnative e pesanti! Riuscivo però a conciliare benissimo studio e attività sportiva… Il mio fisico era fortissimo e potevo fare qualsiasi cosa volessi. In pausa estiva giocavo a tennis, andavo a correre per Murano o al campo sportivo, giocavo a pallavolo… In inverno lo sci che coinvolgeva tutta la famiglia.  Potevo fare qualsiasi cosa… I miei genitori erano invidiati da altri che invece avevano figli un po’ più fragili. Con mio fratello ci sopportavamo… Lui prendeva lezioni private di pianoforte e mi arrabbiavo quando strimpellava a casa perché non riuscivo a studiare… Ma gli ho sempre voluto bene!!! Se litigavamo o combinavamo guai papà ci chiedeva di avvicinare le mani col dorso verso l’alto per una bella pacca che però non ci hai mai dato, vista la paura che ci incuteva e che ci induceva a rientrare nei ranghi.                                                                                                                                                            Qualche magagna di salute ho iniziato ad averla soprattutto al naso con le adenoidi e i polipi nasali per i quali mi hanno sottoposto a una tortura mostruosa: la dilatazione meccanica dei turbinati che però non ha evitato l’intervento. Probabilmente si trattava dell’inizio di qualcosa. Ho concluso le scuole medie col massimo dei voti e a giugno ho superato la prova finale per passare all’ultimo anno della scuola di danza. A settembre avrei iniziato le scuole superiori al liceo linguistico Zambler, un istituto privato molto conosciuto per dare un’ottima formazione. I miei avrebbero fatto dei sacrifici per mandarmi lì e non li avrei delusi. Finita la scuola tutta la family è partita per una vacanza in Sicilia dove mi sono presa la mia prima cottarella che non è potuta continuare per la distanza! Non sapevo che pochi mesi più tardi la mia vita sarebbe cambiata improvvisamente! 

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Una nuova avventura

Da ieri sono diventata anch’io una blogger… Da tempo il mio maritino Valerio insisteva affinché mi affacciassi in questo mondo sconosciuto e che mi incuteva qualche perplessità! Trovo strano scrivere di me stessa confidandomi con un pc che poi mi renderà visibile a chi accederà alla mia pagina… Sono piuttosto tradizionalista in merito e infatti mi sono sempre confidata nelle pagine dei miei diari… Ma una vocina, che si aggiunge a quella insistente di Vale, mi stuzzica e allora ci provo. La motivazione più forte è quella di creare un luogo di incontro più intimo rispetto a Facebook, dove accogliere chi avrà bisogno di confrontarsi con la mia esperienza di vita e magari cerchi conforto o risposte ai suoi problemi. Inizi qui di questa nuova avventura!!!! 😊😊😊

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Pamela

E’ difficile dire chi io sia dopo tutto ciò che ho passato… La vita ha trasformato più volte chi ero e continuerà a cambiarmi per il resto del tempo che mi sarà concesso. Anagraficamente parlando, sono nata all’Ospedale Civile di Venezia l’11 Febbraio 1973. Era una fredda domenica invernale e mia mamma mi ha dato alla luce dopo quattro giorni di un travaglio che ci ha quasi uccise… Forse la mia vita è stata già complicata dall’inizio. Sono  nata cianotica perché mi ostinavo a voler uscire porgendo la spalla al mondo e i medici alla fine mi hanno dovuta tirare fuori con il forcipe che mi ha fatta sembrare un mostriciattolo agli occhi di mio papà. Poi però sono diventata un fiore!!! I primi quaranta giorni li abbiamo passati a casa di nonna Maria perché mamma non riusciva ad accudirmi per gli innumerevoli punti che le avevano dato, per vari ascessi e le mastiti (colpa mia perché avevo la boccuccia piccola!). Non ricordo, come penso sia normale, i primi anni di vita… solo le foto possono colmare tali vuoti. Mamma e papà dicono che mangiavo e dormivo e il mio essere paffutella ne era la prova più tangibile. Ero diventata la cocca di papà. Nelle foto sembro una bambolina!!! Il 10 settembre 1974 nacque mio fratello Manuel, per fortuna in maniera meno traumatica, anzi quasi perso per via per il terrore di mia mamma di soffrire come alla mia nascita. Mi piaceva prendermi cura di lui anche se crescendo poi siamo diventati i classici fratelli “cane e gatto”. Abbiamo frequentato l’asilo insieme perché non voleva stare solo e perché già si intuiva che la scuola non sarebbe mai stata una sua priorità. Io invece adoravo i miei quaderni e appena presa la penna in mano ho iniziato a scrivere e copiare le parole. Ho iniziato a leggere prestissimo e imparavo leggendo le insegne delle botteghe o il nome delle vie che percorrevo. E il primo giorno delle elementari è stato il primo dei tanti anni passati a studiare. Quella mattina, il mio incedere tutta orgogliosa e impettita con grembiule nero, codini e cartella nuova in spalla ha dato inizio alla mia vita fra i banchi.

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