Staphylococcus aureo vs Pamela 1:0

“Lavorare” in un laboratorio di microbiologia e virologia per una come me ha i suoi vantaggi!!! Lunedì il dott mi aveva detto di fare i tamponi nasali per venire a capo delle congiuntiviti ricorrenti e ieri mattina mi sono infilata i tamponi nelle narici e una collega ha allestito le piastre per la cultura su apposito terreno e messe a incubare overnight. stamattina il bastardo era già cresciuto bene e ho avuto conferma che i sospetti del dott erano fondati: di nuovo lui, messer lo Stafilo!!! E subito è stata fatta l’identificazione ed è proprio l’aureo!!! Mannaggia a lui!!! Ora bisognerà attendere l’antibiogramma per valutare a che antibiotico sarà sensibile!!! Ma noi questa volta abbiamo un’arma meno invasiva da usare: un unguento nasale invece delle solite pastiglie!!! Così lo uccideremo localmente e gli impediremo la scalata verso gli occhi!!! E trasformeremo il rapporto iniziale in Pamela vs Staphylo 1000:0!!! All’orizzonte un’altra battaglia vinta!!! ❤️❤️❤️

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Sempre tenere duro!

Altra giornata difficile da superare, soprattutto emotivamente parlando. Stamattina al risveglio di nuovo occhi rossi e il destro tutto appiccicato… La congiuntivite è tornata e insieme alla onnipresente tosse delle ultime settimane e la nuova nevralgia alla mandibola hanno leso l’ultima corda di forza che già iniziava ad allentarsi negli ultimi giorni. Nonostante tutto la vita deve proseguire e dovendo andare a scuola, sono partita alle 6.30 come sempre per la mia ora di auto. Il sole mi abbagliava mentre il bruciore agli occhi aumentava, la tosse sconquassava i polmoni e nemmeno l’acqua o le caramelle servivano… Ad un certo punto il magone è salito dallo stomaco e sono iniziate a scendere le lacrime! Ho cercato di pensare positivo rivedendo a ritroso ciò che di più grave ho superato ma niente riusciva a risollevarmi. Arrivata al parcheggio della scuola qualche messaggio scambiato con Vale ha iniziato a farmi pensare che anche queste passeranno e mi sono concentrata sulle ore che avrei passato con i ragazzi…magari mi avrebbero fatto fare qualche sorriso e avrebbero distratto la mia mente dai pensieri tristi. E così è stato anche grazie al loro affetto perché si sono preoccupati nel vedermi stare male ma anche grazie alle arrabbiature scaturite per la loro indisciplina. Finite le mie ore sono volata dal dottore: altri dieci giorni di antibiotici per la bronchite in pastiglie e aerosol e collirio per la congiuntivite! Ci sarebbe stato da bestemmiare ma la vicinanza dei miei mi ha aiutata a sorridere del mio solito stato di sfigata! E così si riparte… Un po’ rassegnandosi a ciò che capita sapendo che prima o poi passerà, un po’ grazie al sostegno di chi mi ama e mi sopporta, un po’ ringraziando per quel qualcosa che scaturisce dopo essersi sfogati un po’ e che mi fa sempre ripartire! Spesso si crolla più per le piccole cose che per le grandi! E mi viene in mente a quante volte ho detto ai miei di quanto mi sentissi più forte quando stavo peggio rispetto a quando stavo meglio! Probabilmente nei periodi più bui bisogna essere più forti ed è proprio quando si sta meglio che siamo più esposti ai crolli! L’importante è non fermarsi mai e andare sempre avanti! E sempre tener duro!!! Ma che fatica!!!! 😜❤️

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Giorno + 5 dalla rinascita

Stamattina mi sono svegliata con un dolore atroce dietro la schiena, sul lato sinistro. Ad ogni inspirazione era come se qualcuno mi infilasse uno stiletto nel polmone. Era un dolore che già conoscevo… Quando è arrivato Leo per fare i prelievi per le emocolture, fatti non dal cvc ma da vena normale per evitare la contaminazione dei campioni, mi ha chiesto come ogni mattina se ci fosse qualcosa di nuovo. Gli ho comunicato del forte dolore che avrebbe riferito ai medici appena fossero entrati in turno. Lavarsi e cambiarsi è stata un’impresa ma, da stoica, ho pensato che sarebbe passato o si sarebbe attenuato appena sdraiata. Anche il mio ottimismo però non poteva nulla… Mentre ero in bagno per i soliti effetti repentini dei diuretici mattutini, il dolore è diventato talmente forte da lasciarmi senza respiro e per quanto abbia cercato di resistere, a ogni fitta urlavo… Cosa proprio non da me! All’improvviso ho sentito Leo che mi chiamava e sentendomi urlare è accorso in bagno allarmato. Preoccupato mi ha riaccompagnata a letto e gli ho chiesto se mi potesse dare qualcosa per attenuare quel dolore. Lui ha supposto che mi avrebbero aumentato la morfina. La morfina? E ho scoperto che per lenire i dolori dovuti alle chemio già la prendevo! Ed ecco spiegato anche il tanto sonno e il continuo torpore. Verso le otto è arrivato anche il dott che dopo avermi auscultato ha detto che sentiva i classici crepitii del versamento pleurico. Era tornato!!! Era sparito quello avuto tempo prima e ora era ricomparso!!! Poco dopo devono aver aumentato la dose della morfina perché ho iniziato a star meglio e a dormire. Sono stata svegliata all’improvviso da un rumore sordo… Un operatore vestito di tutto punto stava cercando di far entrare un macchinario che poi ho scoperto essere quello dei raggi! Che forte, fanno gli rx a domicilio!!! Almeno ho visto qualcuno di diverso e veniva da fuori! Fatte le foto di rito se ne è andato e dopo poche ore la conferma:”Versamento pleurico a sinistra e area di consolidamento parenchimale in sede sovradiaframmatica destra con associata reazione pleurica. Aumentato il diametro trasverso cardiaco (versamento pericardico?)”… Soluzione? Antibiotici che già prendevo e aumento del dosaggio del cortisone, il mio compagno per la vita!!! Poco fa ho visto che ho di nuovo la febbre! Normalissimo! Ora aspetto l’arrivo di Vale così gli racconto la novità! E aspettiamo gli eventi!!! ❤️❤️❤️

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La mia nuova vita (Cap.1)

La mia scuola di danza si trovava a Venezia e per arrivarci dovevo prendere il vaporetto da Murano Navagero (una delle fermate della mia isola), scendere a Venezia e camminare venti minuti a passo lesto per arrivare a destinazione. Si sa, a Venezia ci sono i ponti da attraversare e non ci sono altri mezzi se non i piedi! Arrivata al ponte di Rialto, iniziai a salire e nemmeno a metà mi dovetti fermare. Il mio fiato era corto, una bruttissima e conosciuta sensazione di fame d’aria mi invadeva fino alle viscere e iniziai ad avere paura. Avanzando a tratti sono riuscita  a oltrepassare il ponte e mi sono diretta a scuola dove sicuramente avrei ricevuto un minimo di aiuto. Dopo aver indossato calze, body e scarpette con la punta e prima di iniziare lezione ho parlato con Iride e lei mi ha detto che si poteva trattare di asma. Qualche anno prima, all’età di nove anni, avevo avuto degli episodi allergici che avevo dimenticato e un professore di Padova riteneva che potessi essere un soggetto allergico ( probabilmente agli acari della polvere) e quindi sottoposto a possibili episodi asmatici. Per questa supposta allergia ci suggerì di fare uno dei primi vaccini sperimentali contro la polvere a Milano e fare la bonifica ambientale togliendo tende, tappeti, carta da parati, i miei peluche, trasformando la nostra casa in un luogo più asettico ma molto triste! Avevo terminato i vari richiami del vaccino a maggio e le cose andavano meglio fino a questo momento. Non volevo credere di poter avere qualche problema visto il mio fisico fortissimo e muscoloso nonostante i miei 51kg. In un modo o nell’altro sono riuscita a fare lezione e a tornare a casa. Per fortuna avevo una compagna speciale con cui condividere la danza e la strada del ritorno, mia zia Elisabetta (sorella più piccola di mia mamma) che ho sempre e solo chiamato Betty per la nostra età ravvicinata. Arrivata a casa ho spiegato tutto ai miei genitori che hanno deciso di portarmi dal dottore, anche amico di famiglia. Ha parlato anche lui di asma e mi ha prescritto il Ventolin al bisogno. I giorni seguenti sembrava essere tutto passato, andavo a scuola e avevo una vita normale. A metà ottobre del 1997 (ops, non ho ancora indicato nessuna data!) la febbre è tornata, non alta ma continua e fastidiosa. Ancora una volta dovevo assentarmi da scuola e danza. Passavano i giorni e questa febbre non se ne andava nemmeno assumendo il Bactrim. In quei  giorni mio papà era a Milano per una fiera e mia mamma impaurita ha subito chiamato il dottore che ha semplicemente suggerito di portarmi da lui, non poteva muoversi dal suo studio perchè aveva gente… Mi ha auscultato è un po’ per scrupolo mi ha mandata a fare una radiografia urgente. Arrancando siamo riuscite ad arrivare all’ospedale e dalla lastra è risultata una macchia scura al polmone destro. Tornate a Murano, non riuscendo a tornare dal dottore per fargli vedere i risultati, ci siamo fermate dalla nonna Nella (nonna Nella, toscana di origine e nonno Toni, il bel marinaio che aveva sposato) e mia mamma ha chiamato l’ambulanza perché non respiravo quasi più. Ha chiamato il dottore per avvisarlo e lui disse:” Gabri, non pensavo che fosse così grave!”. L’ambulanza non arrivava e io stavo sempre peggio… Dopo mezz’ora ecco le sirene. A Venezia anche le ambulanze viaggiano in acqua e devono trovare un posto per attraccare. E dove hanno attraccato? Al largo di due barconi e nel trasportarmi a mano con la sedia fra un po’ mi perdono in acqua. Una volta a bordo mi hanno ficcato i tubicini nasali per l’ossigeno in attesa di arrivare al pronto soccorso. Il viaggio è sembrato infinito e ormai io mi allontanavo sempre più… Anche l’ossigeno non riusciva a lenire il soffocamento… Non ricordo bene cosa sia successo al pronto soccorso. Rivedo solo l’enorme ingresso dell’ospedale e i medici che si affrettavano… Il resto è buio!

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