15 novembre 2007: la mia rinascita

Stasera sono stremata… Sono sopraffatta dalle emozioni: gioia, gratitudine, paura… Nella mia testa un vorticare di pensieri e dentro me la consapevolezza di una nuova e più vivida speranza. Stamattina ero già sveglia da un po’ quando Leo è entrato nella mia camera per i prelievi di routine e per ritirare il diario del giorno prima. L’attesa è stata snervante… Ho cercato di prolungare le attività mattutine per cercare di non pensare, nonostante la stanchezza, una nuova stanchezza, mi rallentasse non poco. Ho ritirato i miei cambi sterili posati sul tavolino, fatto la doccia facendo attenzione a non aggrovigliare i fili del cvc, lavato i denti con la garza imbevuta di clorexidina, fatto la solita colazione triste con tè e fette biscottate e iniziato a compilare il nuovo foglio con temperatura, quantità di urina, pH urinario e peso. Dopo nemmeno un’ora non sapevo più cosa fare… Ed erano solo poco più delle sette!!! A che ora sarebbe arrivato il dottore??? Nemmeno la tv riusciva a distrarmi. Un solo e unico pensiero mi assillava… Sono andata alla porta più volte per controllare se vi fossero movimenti, se fosse spuntata qualche nuova boccettina al mio albero di Natale. Niente. Rassegnata sono tornata a letto in attesa… Verso le dieci ho sentito aprire la porta… E il mio dott è entrato portando un vassoio coperto con un telo bianco! Il suo sorriso era stupendo e la sua gioia era contagiosa! Sotto quel telo c’era la mia nuova vita, il dono più grande che una persona possa ricevere. Il dott mi ha spiegato brevemente cosa avremmo fatto e che saremmo stati soli io e lui per qualche ora. Mi ha fatta stendere sul letto in posizione comoda e ha scoperto il vassoio. C’erano una ventina di enormi siringoni e la loro vista mi ha spaventata!!! Di solito il nuovo midollo non arriva in una sacca da trasfusione? Vedendomi perplessa il dott mi ha rassicurata dicendomi che a volte capita che venga portato ancora nelle siringhe di raccolta… La procedura sarebbe stata un po’ più lenta perché avrebbe dovuto alternare una siringa di midollo a una di soluzione fisiologica per diluirlo. Avrei dovuto avvisarlo nel caso avessi sentito qualcosa di strano durante l’infusione. Non riesco a descrivere ciò che ho provato all’inizio dell’infusione!!! Mi sono commossa vedendo la mia nuova vita entrare e non riuscivo a guardare il dott negli occhi perchè piena di emozione. Ho pensato a Lei, alla possibilità che mi stava regalando anche senza conoscermi. L’infusione è durata quasi cinque ore, le cinque ore più veloci della mia vita! Non ho avuto particolari problemi. Ogni tanto il dott rallentava se gli facevo presente che mi girava la testa o se mi sentivo un po’ stranita per poi tornare a velocità normale, sempre da tartaruga però!!! Fra noi due vi era un silenzio quasi mistico, interrotto solo da qualche mia domanda (giusto per non smentire mai la mia natura di biologa assetata di sapere!). La cosa più spettacolare che mi ha spiegato il dott è come riesca il nuovo midollo a trovare la strada per andare a occupare le nicchie lasciate vuote dal vecchio midollo ormai defunto! E il nostro corpo è davvero magico!!! Finita l’ultima siringa di fisiologica, il dott ha raccolto il vassoio vuoto ed è uscito dalla stanza lasciandomi in balia di me stessa e delle mille speranze e paure insorte. Ormai non si poteva più tornare indietro… Ora bisogna solo aspettare l’attecchimento del midollo, ovvero attendere di vedere crescere il numero di globuli bianchi nell’emocromo. Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni e se ce la farò davvero a rinascere come ho promesso a Vale! ❤️❤️❤️

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Martedì 6 novembre 2007 II° Giorno di ricovero

La sveglia qui suona prima di quella di Valerio, alle 6, per i prelievi di routine e il martedì per il buco necessario per i fattori di coagulazione (è l’unica occasione in cui non viene utilizzato il cvc o altrimenti detto catetere venoso centrale). Dopo la doccia, il cambio abiti e la terapia, mi hanno chiamata per andare in clinica chirurgica per l’inserimento appunto del cvc. E allora sì che il cuore ha iniziato a dar di matto e la testa a dolere per la tensione. Tutta bardata con i soliti indumenti più il camice azzurro caloroso, ho fatto il viaggio in ambulanza e sono stata parcheggiata nel solito corridoio. Fortunatamente il dottore mi ha fatto entrare subito e ha iniziato il suo iter con i rischi legati all’impianto (il più immediato lo pneumotorace nell’eventualità che avesse toccato la pleure) e la mia apparente calma si è trasformata in ansia vera e propria. Le sue casistiche basate sulle miriadi di impianti fatti non potevano nulla… nessun effetto lenitivo sulle mie extrasistole aumentate di numero. Con l’anestesia locale non ho sentito niente ma non mi muovevo per paura di indurlo in errore e non parlavo per timore di distrarlo. Quando ha insistito perché parlassi l’ho investito di domande. Ho scoperto che il cvc è posizionato all’interno del cuore (meglio non saperle certe cose!) e mi ha spiegato che le terapie non lo danneggiano perché i farmaci vengono immediatamente mandati in circolo, ciò che non avviene nel torrente periferico. Però è inquietante sapere di avere un tubo nel cuore!! Una volta applicato alcuni punti di sutura, non so se a punto croce o a mezzo punto, l’intervento è finito e sono rimasta in attesa dell’ambulanza per circa mezz’ora. Mi ha colpito ciò che mi ha detto il dottore: “ce la devi fare perché si vede che sei una ragazza forte” e il gesto che ha fatto subito dopo mettendomi la sua mano calda sulla testa mi ha in un certo modo rincuorata. Prima di lasciarmi, imprecando perché ancora nessuno veniva a recuperarmi, ha aggiunto: “che Dio ti protegga”.
Finalmente…l’ambulanza e i soliti sguardi indiscreti e fuggevoli della gente in corridoio che osservano una barellata giovane e bardata in modo insolito!
L’ora di pranzo ormai… ho mangiato tutto intiepidito; non che caldo fosse migliore! Con le mie innumerevoli intolleranze a causa dei miei cari amici eosinofili i miei piatti sono tutti sbiaditi e il menù per me prevede sempre: riso o pasta all’olio e minestrina come primi, pollo lesso o arrosto, fettina o medaglione di manzo ai ferri (e giustamente anche poco cotti) come secondi e frutta cotta o purea come dolce! Ah, dimenticavo pane e acqua, rigorosamente naturale.
Dopo pranzo un po’ di tv giusto per passare un po’ il tempo e un sonnellino arrivato più per noia che per stanchezza, visto che il mio pc non può essere connesso alla rete internet ospedaliera per chissà quale arcano motivo. Mi sento isolata da tutti e dal mondo di amici che si sono dotati di webcam per farmi sentire meno sola. Tutto ciò in attesa del pasto delle sei e dell’ora del passo…ah già…non aspetto nessuno perché Valerio non potrà venire per una settimana (fino a sabato) per aver fatto il vaccino antinfluenzale e nemmeno mina e pino influenzati… e meno male dovevano essere loro la mia forza!
Ora sono qui sola col mio pc e la mia musica e alle nove di sera non so già più che fare… A domani!

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