Giorno 13esimo dalla rinascita

Da ieri ho iniziato ad accusare un mal di testa fastidioso e forte che non se ne andava con nessuna sostanza somministrata dagli infermieri. Stamattina l’ho riferito anche al doc che mi è sembrato un po’ preoccupato. Dopo pranzo un’infermiera è entrata in camera per dirmi di prepararmi perchè mi dovevano portare a fare una tac urgente… Fuori?????? Nel mio stato????? Ero terrorizzata all’idea che ci potesse essere qualcosa al mio cervello, una delle paure che ho sempre avuto! Ho aspettato l’arrivo dell’ambulanza per il trasporto… il panico ormai si era impadronito di me e nemmeno mamma che mi era accanto riusciva a rasserenarmi. Anche dal suo viso trapelava la paura. Mi sono sdraiata sulla barella e appena varcata la porta di uscita ho sentito l’aria gelida arrivare ai miei polmoni nonostante la mascherina. La sensazione di respirare un’aria diversa è stata indescrivibile e per pochi secondi mi sono dimenticata del mio terrore. Fatta la tac sono stata riportata nella mia camera in attesa di sapere cosa avesse evidenziato. Devo essermi assopita per poco perchè non ho sentito entrare il doc… Doveva comunicarmi che sarebbe stato necessario eseguire anche una risonanza magnetica. Lui non voleva dirmi cosa avevano visto ma con me niente può essere tenuto nascosto. La tac aveva individuato due aree dense di lesione e era necessario valutare meglio la loro natura.  E lì il panico ha preso il sopravvento. Sarebbe stato necessario fare il liquido di contrasto che in vita mia non avevo mai potuto fare a causa del rischio elevato di shock anafilattico. Sono stata trasportata di nuovo al dipartimento di radiologia e a quel punto non ragionavo più. Nemmeno le gocce per calmarmi sembravano funzionare!!! A nulla era valso il tentativo del doc di dirmi che spesso questi addensamenti possono essere dovuti alla tossicità dei farmaci. Sono stata trasferita sul lettino della rm e la mia testa è stata ingabbiata per impedirmi di muoverla e sono scivolata all’interno di quel tubo inquietante sperando solo di non avere un infarto. Il tempo non trascorreva mai e cercavo di osservare l’esterno attraverso il minutissimo specchietto inclinato e appositamente sistemato per i pazienti. Una volta uscita e tornata in stanza ho aspettato con ansia il responso piangendo fra le braccia della mamma. L’esito per fortuna ha dato ragione al doc: le lesioni riscontrate sono l’effetto tossico della ciclosporina che è stata immediatamente sospesa e sostituita con il tacrolimus. Il mal di testa sarebbe passato. Ho assunto spesso la ciclosporina ma non mi aveva mai dato tali problemi! La tensione si è allentata e sono scivolata in un sonno ristoratore fino a cena.

L’attesa dell’attecchimento sta diventando un’ossessione! Cosa aspettano le nuove cellule a palesarsi? Qualcosa non va? E se il midollo non parte? Pensare al peggio ormai sembra diventato più semplice che pensare positivo… Eppure un barlume di speranza ancora la sento! Non può finire così! Non posso lasciare soli Vale e i miei… Dopo tutto ciò che hanno fatto per me! Anche stamattina l’emocromo non si è mosso e i dottori hanno detto che abbiamo tempo fino a domani. E allora la biologa che è in me è venuta fuori lasciando di stucco il dott. Gli ho semplicemente chiesto se non possano darmi qualche fattore di stimolazione per aiutarlo a partire visto che dorme ancora… E lui:” Pamela, sarebbe preferibile che partisse da solo! Un po’ di margine lo abbiamo ancora! Vedrai che andrà tutto bene!”. Però forse in qualche modo mi hanno ascoltata… Oggi pomeriggio verso le 16 ho visto una delle infermiere arricchire il mio albero di Natale con una nuova e piccola boccettina. Sono andata subito alla porta a vetri e le ho chiesto cosa fosse. Vitamine, vitamine per compensare una carenza… Appena è uscita ho cercato di vedere se l’etichetta riportasse qualche dicitura ma non riuscivo a vedere perché girata verso l’esterno! Questa cosa un po’ mi ha indispettita perché il mio albero non ha segreti per me! Sempre le solite venti boccette e la sacca dell’alimentazione… Quella nuova boccetta mi ha disturbata. Ho aspettato che finisse per vedere qualcuno venirla a togliere e magari farmi vedere un indizio… Niente! Non mi resta che aspettare e vedere se succederà qualcosa nei prossimi giorni! ❤️❤️❤️

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Merc 7-Giov 8 novembre 2007 III° e IV° Giorno di ricovero

Dire di essersi ambientati in un posto simile è una bugia, più che una speranza… Mercoledì sera sono stata vittima di qualcosa a me sconosciuto e purtroppo incontrollabile… un vero attacco di claustrofobia… un attacco di panico. Stavo guardando la televisione quando ho sentito chiudersi le orecchie, sudorini freddi imperlare la mia fronte e la sensazione sgradevolissima che il buio aumentasse e la stanza rimpicciolisse. Allora ho acceso la luce, mi sono spogliata rimanendo in maniche corte (supponevo ci fosse un guasto all’impianto di riscaldamento già difettoso) e ho iniziato a passeggiare per la stanza, quasi per riappropriarmi di quei metri quadri che sembravano svaniti. Niente sembrava darmi sollievo, nemmeno lo spray per l’asma e l’inquietudine, l’ansia salivano. Non volevo suonare il campanello perché temevo che mi potessero prendere per pazza, ma alla fine mi sono detta che forse quel regime di isolamento e di solitudine potesse provocare un qualche disagio. Poche gocce di En e qualche parola scambiata con l’infermiera di turno hanno fatto placare tutte le sensazioni provate e sono riuscita a riposare nonostante un residuo senso di paura.
Il giovedì mattina i medici erano stati avvisati dell’accaduto e mi hanno detto che viviamo una situazione talmente anomala che tali episodi non sono rari e anzi tanti pazienti, anche se non in isolamento, chiedono le gocce tutte le sere o quando ne sentono la necessità.
Una cosa così pensavo che ad una persona razionale come me non potesse mai accadere o di essere per lo meno in grado di controllarla… mi sbagliavo di grosso…come tante altre volte è accaduto nella mia vita.
E intanto la mole di esami quotidiani: prelievi mattutini, rx torace e visite di controllo continuano in attesa dell’inizio del condizionamento…
Chi l’ha detto poi che all’ospedale ci si annoia? Da mercoledì mi hanno assegnato i compiti da svolgere quotidianamente. Sul comodino ho un foglio dove appuntare la quantità di liquidi bevuti in ml, la febbre misurata tre volte al giorno, il numero di evacuazioni, il peso pre e post diuretici e devo anche piaccare le urine tre volte il giorno. Già… un lavoro con questo lasix… faccio più chilometri andando su e giù dal bagno che se fare dieci minuti sulla cyclette. E se si considera che devo muovermi legata a due tubicini lunghi cinque metri che mi tengono legata all’albero di Natale nella zona filtro… è veramente dura non aggrovigliarsi tutta e ritrovarsi stritolata nella loro spire!!!!
E intanto il mio albero fuori cresce… sacche da un litro di liquidi, diuretici, antibiotici, antivirali, antifungini, protettori gastrici, antielmintici e chi più ne ha più ne metta! Non c’è che dire, un bel cocktail davvero!

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