Marco

Oggi 22 aprile è uno dei tanti giorni tristi dell’anno. E da quando non ci sei, non passa giorno senza che tu faccia capolino nei miei pensieri. Tante persone sono passate nella mia vita e poi se ne sono andate e tutte rimangono in un angolino del mio cuore, costruito come un puzzle che continua a completarsi nel tempo. Il tuo posto però è speciale perché sei stato sempre presente per me e Vale nei momenti più neri e ci hai sostenuti con la tua semplicità e con la tua forza di vivere. Mi spiace non averti potuto vivere appieno come  invece ha potuto fare Vale… Avrei potuto aiutare meglio lui anche dopo… Quando ero in camera sterile e pensavo a Vale e a cosa potesse provare mi faceva soffrire, ero impotente e non potevo lenire le sue paure… Però sapevo che c’eri tu che all’improvviso ti presentavi alla porta con una birra in mano e gli tenevi compagnia! E quando Vale si collegava con la webcam la tua chioma piena di ricci faceva capolino e mi ripetevi:”tranquilla, a lui penso io!”. E a volte gli davi una pacca, altre mi facevi vedere la guinness che avevi portato. Quando poi sono tornata a casa e mi hai vista tutta gonfia come un pallone e pelata hai avuto il coraggio di dirmi:”stai bene Pamy! Sei uno schianto!”. E la tua espressione non era quella di chi prova pena o di chi rimane sconcertato come è spesso accaduto… Ti sei solo sorpreso di quanto avessi freddo nonostante due maglie di pile, la vestaglia di pile, la copertona e il camino acceso e tu eri sempre a maniche corte!!! Avevamo una passione in comune: il nuoto e mi facevi rabbia quando mi dicevi che facevi anche più di 120 vasche in un’ora… Le mie sessanta sfiguravano davvero e ti ho sempre detto che prima o poi ci sarei arrivata… Che utopia!!! La prima volta che sono tornata in piscina, quasi un anno fa, ti ho sentito vicino e ti ho immaginato nella corsia accanto a tirare come una staffetta! Sono tornata a fare le mie 60 vasche e so che sei stato orgoglioso di me!!! Quante volte mi torni in mente Marco e in questo periodo in modo particolare… Nei miei 100 km quotidiani di auto per andare a scuola mi suggerisci cautela, soprattutto in montagna e quando ho a che fare con i pazzi, i bitumari (ciclisti come li chiamate tu e Vale) e i tir… E una volta ricordo di aver avuto un’uscita non molto felice sui tuoi colleghi di lavoro quanto sottolineavo come spesso gli autisti dei tir siano pericolosi… Mi sono subito zittita avendo capito la mia gaffe e tu sorridendo hai annuito senza prendertela facendo presente che da camionista ne vedevi anche tu di tutti i colori!!! In questi giorni ho trovato camion contro mano in montagna per la troppa velocità, oggi un bitumaro che nella discesa stava in mezzo a tutta la carreggiata che si è poi permesso di superare un autoarticolato andando nella corsia opposta… Come dicevate voi andava potato!!!! A causa di quel ragazzo ci sei stato strappato troppo presto… Ma ovunque tu sia, sappi che ti vogliamo e vorremo sempre un bene immenso!!! E mi raccomando, veglia sempre su tutti noi!!! Sicuramente anche lassù ti adorano Marra!!!! ❤️❤️❤️

  

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La vita come un fuoco fatuo

Poco fa un altro dolore, una delle pazienti che seguo per il mio progetto, non ce l’ha fatta… E non ce l’ha fatta dopo un anno dal trapianto, la malattia bastarda è tornata… Arrivederci Giuseppina!!! Solo ieri sera era mancato un ragazzo di 40 anni per infarto a Monsummano… Ricordo le parole della mia psicologa che, a proposito della morte di un amico unico come Marco, sottolineava il fatto che chi è sopravvissuto come me e tanti altri spesso si senta in colpa, anche inconsciamente, nei confronti di chi se ne va all’improvviso o per una malattia fulminante e magari avevano anche una vita senza grossi problemi… E noi che lottiamo strenuamente tutta la vita spesso avremmo voluto morire piuttosto che soffrire così, non avendo neppure granchè fortuna nella vita! Non c’è giustizia, non c’è nulla… Solo il destino che ha già deciso per noi… Vale non ci crede ma io sì e vivo con la consapevolezza che quando qualcuno girerà la chiave o soffierà sul fuoco della mia vita, significherà che dovevo semplicemente svanire. I primi tempi avevo terrore della morte, ora non più… Quando accadrà non dovrò più ammalarmi, non dovrò più prendere pastiglie, non dovrò più fare tutte quelle cose che mi hanno sempre condizionato e distrutto la vita! Sarò finalmente sana e serena!!! Vi colpiscono le mie parole? In giornate come questa, in cui la morte porta via qualcuno che fa parte della tua vita, certi pensieri sono normali! Non sono depressa, solo triste, molto triste!!! ?

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