Immunodepressi vs Covid-19

Non sono passati molti giorni da quando in classe, cercavo di rassicurare i ragazzi intimoriti dal Covid-19, che in quel momento non si trattava ancora di un’emergenza… Io che da anni considero ogni singolo batterio o virus una potenziale minaccia per la mia vita, cercavo, per le mie conoscenze di biologa che ha lavorato per anni in virologia, di tranquillizzare i loro animi persi in mille congetture e paure. Ma il mio pensiero era sempre lì… se le cose degenerassero? Poi ho avuto l’influenza e i miei pensieri sono andati subito a lui… e se fosse? Per fortuna i sintomi non erano quelli e dopo sei iniezioni di antibiotici e cortisone, sono stata meglio, anche supportata da un po’ di ossigenoterapia notturna a causa della tosse, che come sempre accade, restringe i miei bronchi già piuttosto compromessi. Però mi sentivo lo stesso un paziente Covid+, perchè molte delle persone che mi sono vicine mi hanno fatto capire di pensarlo… e non è stato per niente bello. Poi, mentre ero ancora alla mutua, arriva la sospensione delle lezioni, dapprima per una settimana e poi fino al 4 aprile… la cosa a questo punto si fa seria… ogni giorno la conta dei contagiati e dei decessi ti tiene impietrito davanti alla tv e dentro di te speri di essere spettatore di uno di quei film che adoravo guardare sulle epidemie… invece è la realtà… Da un giorno ad un altro sei privato della libertà di uscire, di stare accanto ai tuoi genitori che vivono nel comune accanto, solo un membro della famiglia si può muovere per andare a fare la spesa o recarsi in farmacia… La paura diventa la mia prima compagna: Vale continua a lavorare… ma non ho paura per questo, ho paura per il comportamento degli altri… perchè tutti i giorni assistiamo a fughe dalle zone rosse, a comportamenti non consoni a trasmettere il virus… e se arrivasse da me? Noi immunodepressi, così come molte persone con altre patologie, viviamo con angoscia questa situazione perchè siamo più fragili, più vulnerabili… sappiamo che potremmo morire con la polmonite… la nostra unica arma è rispettare le regole che ci vengono imposte stando rigorosamente a casa. Noi trapiantati possiamo dire di essere tra i fortunati che soffrono meno la reclusione, perchè abbiamo vissuto l’isolamento totale della camera sterile in aggiunta ai sei mesi di reclusione domiciliare successiva, durante la quale ci era consentito uscire solo per andare a fare terapie e controlli indossando la mascherina, unico ausilio che ci permetteva di proteggerci dal mondo esterno. Siamo però anche quelli che, in questo momento, si ritrovano ad avere paura ad uscire perchè per le altre persone sembra difficile mantenere le distanze e rispettare le indicazioni (anche se forse qualcuno sta facendo progressi in questi senso)… Lunedì mi sono dovuta recare all’ospedale per fare la terapia mensile con le Immunoglobuline e non è stato affatto facile, nonostante le rassicurazioni del personale infermieristico e medico. Sono salita in auto dopo due settimane di reclusione e vedere le strade vuote e tutti i negozi chiusi, mi ha catapultato di colpo nella realtà. Parcheggiata l’auto ho indossato la mascherina che avevano dato a Vale in ditta, quella col filtro, ed è stato come fare un salto nel mio passato, un salto doloroso… e col groppo alla gola, ho fatto una registrazione prima di scendere, per aiutare le persone a capire. Mi sono poi diretta all’ingresso dell’ospedale dove mi hanno misurato la temperatura, chiesto se avessi altri sintomi e fatto igienizzare le mani con il gel alcolico prima di farmi entrare. L’atmosfera era surreale: i corridoi vuoti riecheggiavano solo dei miei passi, fuori dagli ambulatori le sedie erano delimitate da fettuccine per non far sedere i pazienti vicini, il silenzio era assordante… ho incontrato solo un operatore con mascherina e guanti e un signore anziano che probabilmente aspettava una visita… ci siamo scambiati uno sguardo da sopra le mascherine… Fatta la scala di accesso al day hospital, sono stata subito accolta dalle splendide infermiere del reparto, anche loro dotate di mascherine… Mi hanno fatta accomodare su una poltrona in una stanza stranamente deserta che di solito accoglie un via vai di persone per terapie e medicazioni di vario tipo. A parte l’interazione per l’inserimento della cannula e il cambio delle boccette, sono rimasta sempre sola con il mio ipad per guardare le serie televisive che mi permettono di far trascorrere il tempo… la tensione però era palpabile nei brevi tratti di discorsi che riuscivo a percepire. Finalmente alle 12.30 l’ultima boccetta è finita e sono tornata a prendere l’auto e togliermi quella mascherina che è stata la mia unica protezione. Sono passata dalla farmacia per ritirare i miei farmaci e sono tornata a casa… il posto in questo momento più sicuro per me, ovviamente lasciando fuori il giaccone, gli abiti e le scarpe usati per non far entrare niente. Dopo poco ricevo la telefonata dall’ospedale Cisanello per il rinvio del controllo nefrologico del 23… meno male, almeno non mi dovrò recare a Pisa visto che le analisi sono buone!

Come passo il mio tempo a casa al tempo del Covid-19? La cosa bella è che sembra sempre di non averne a sufficienza per tutte le cose che ci sono da fare e stranamente arrivo a fine giornata più stremata di quando la mia vita era scandita in modo normale. Ora noi docenti lavoriamo da casa, con la didattica a distanza che ci mette a dura prova… nessuno è mai stato preparato per una tale evenienza e per fortuna la mia scuola è dotata di tutti quei supporti che ci permettono di seguire i ragazzi anche da casa… linee permettendo… ma purtroppo ci dobbiamo anche confrontare con le diverse disponibilità delle famiglie e questo ci rattrista… io come docente di sostegno mi sento ancora più impotente perchè posso stare accanto ai miei ragazzi attraverso skype o videochiamate con whatsapp per mantenere quel contatto che per loro è fondamentale… e ti ritrovi a commuoverti rivedendoli attraverso lo schermo e cerchi di dare il meglio di te per aiutarli con tutto ciò che ti puoi inventare… ed è dura sia mentalmente che emotivamente… e ti accorgi di quanto ti manca la scuola, quanto ti manca il rapporto umano con i ragazzi e i colleghi… E poi c’è tutta la gestione della didattica a distanza dei figli che porta via un’altra bella fetta delle tue forze quotidiane e bisogna combattere anche con la tecnologia che a volte va e altre va ma a singhiozzo… E poi tutti i lavori domestici che prima potevi delegare e che ora incombono di nuovo… Insomma… le giornate di 24 ore si accorciano e il tempo passa… e speriamo che passando ci consenta di poter tornare alla nostra normalità il prima possibile e indenni… Buona vita a tutti!

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Giorno +25: Ritorno a casa! ❤❤❤

Finalmente sono a casa!!! Ed è stata una delle giornate più lunghe in assoluto!! Anche stamattina mi sono svegliata con la speranza e la paura… solita routine, solite analisi in attesa di sapere… Quando il dott ha varcato la porta della mia camera ho cercato di carpire dal suo viso qualcosa di diverso… ed eccolo lì… quel sorrisino e quella gioia mista a orgoglio che fanno capolino!!! E con un immenso sorriso mi comunica che nel pomeriggio potrò tornare a casa!!! La fine di un incubo, le mie spalle che si alleggeriscono, il mio cuore che esplode per la felicità!!! Ce l’ho fatta!!! Sono riuscita ad andare oltre: oltre la bastarda, oltre la chemio, oltre i pronostici, oltre il terrore!!! Posso finalmente tornare alla vita, a Vale, ai miei, al mondo e a tutto ciò che ora potrò ottenere!!! E sono iniziate le ore più lunghe in attesa che i miei arrivassero a prendermi… e il timore dell’ignoto fa di nuovo capolino! Vattene… oggi voglio solo essere felice!!! La mia testa esplode perché posso ricominciare a pensare al futuro, alle mie cose da fare fuori di qui!! Vengo interrotta nei miei pensieri solo dall’ingresso degli infermieri, degli inservienti, dalle donne delle pulizie che si congratulano con me perché oggi uscirò! E nei loro volti un sospiro di sollievo. Mi viene consegnata la lettera di dimissioni con tutte le notizie sul mio ricovero con allegata la terapia da eseguire e il primo controllo da fare, fra ben due giorni!!! I miei bianchi sono 2850, l’emoglobina a 7,8 e le piastrine a 37000: tutto parecchio scarso ma consono alla dimissione! Mi viene consegnato anche un elenco di consigli ai quali attenermi anche a casa: solite docce, solita igiene, solita vita ospedaliera e pure un consiglio che non mi sarei mai aspettata: l’astensione dai rapporti sessuali fino a che le piastrine non arrivano a 200000!! E quindi, visto il loro valore attuale… mai!!! Nooooooooo… ma poi penso… in quel senso purtroppo ora sono un po’ spenta anche se il pensiero a volte sembra risvegliare qlcs… mi sa che Vale mi dovrà aspettare un pochino… e mi rattristo. Mentre sono assorta fa capolino la mamma… Mi aiuta a vestirmi e a preparare le mie cose che solo in parte ero riuscita a sistemare. E finalmente mi accompagna dal pino che aspetta in sala attesa e che mi accoglie fra le sue braccia. Saluto tutti con mille sorrisi e abbracci ed esco da quella porta e l’aria gelida di questo 10 dicembre invade i miei polmoni ridandomi la vita!!! Salgo in macchina e mi godo la libertà!!! Sto tornando a casa… e dopo una quarantina di minuti vedo le scale… e mi accorgo che tutta la mia potenza interiore non riesce a farmi salire quei gradini! Col sostegno del pino finalmente varco la porta di ingresso e trovo Vale ad aspettarmi!!! Sono tornata bimbus come ti avevo promesso e non ci lasceremo più!!! ❤❤❤

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Giorni +23 e +24: Verso casa! ❤️❤️❤️


Ora nella mia mente un solo pensiero con un solo nome: CASA… e ogni giorno la speranza viene meno per una causa sempre nuova: febbre che va e viene, valori che non sono mai stabili e che mi mettono ansia! Voglio uscire! E poi? Dietro il desiderio di casa però ha iniziato ad insinuarsi un timore che cerco di non far palesare perché non diventi prevalente. Se qui mi aiutano per qualsiasi cosa accada… a casa? Se mi viene la febbre alta? Se mi viene un sintomo che non ho mai sentito? Se… se… se… ho semplicemente un’ enorme paura di uscire di qui!! Chi riuscirà a prendersi cura di me?  E allora per non pensare mi metto a cantare al pc, cerco di passeggiare per rinforzare qualche fibra muscolare in più… ma che fatica!!! Guardo la tv ma mi annoia come sempre e rimango in attesa di fare qualche parola con qualcuno! E non riesco più a sopportare il cibo di qui… sempre lo stesso e sempre questa terribile nausea che non mi abbandona mai.. ma devo mangiare lo stesso perché nonostante il vomito devo costringermi a mangiare per riuscire anche minimamente trattenere qualcosa! Oggi sono già 35 gg che sono rinchiusa e posso solo scorgere il cielo da ciò che resta del vetro opacizzato della mia camera! Speriamo di essere alla conclusione di questa avventura!!! ❤️❤️❤️

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Visita di controllo con emozione! ❤️❤️❤️

Stare ad aspettare il controllo davanti la porta d’accesso del reparto è sempre un misto di emozioni: l’ansia delle terapie endovenose per l’insufficienza epatica, il terrore della prima volta per il trapianto, le paure dei ricoveri successivi per altri problemi, la speranza di tutte le altre volte che tutto andasse bene! Inutile dire che non si riesce mai a vivere serenamente i controlli… Stavolta non ho aspettato a lungo… E infatti non c’era il mio dott. Quando ho visto chi c’era al suo posto mi sono accelerati i battiti del cuore! Il sorriso del dott mi ha fatto ricatapultare i ricordi al giugno di nove anni fa… E poi mi sono ripresa per fare la visita! Per fortuna tutto ok! Ora dovrò cercare di passare indenne il prossimo inverno. Il dott, ricapitolando i dati mi dice che essendo del ’73 ho… E io:”sono 43!!!” E accompagno gli anni con una smorfia come per dire che si cresce!!! E lui:”sii contenta di averli perché per quel che hai dovuto affrontare non era affatto scontato tu li potessi compiere.” E mi sono sentita una cretina… Spesso mi dimentico della fortuna di esserci ancora e allora torno a quel giorno in cui proprio lui mi prese da una parte e mi parlò per primo del trapianto e mi incitò a rischiare perché non avrei avuto un’altra opportunità… Grazie a lui, e non senza fatica e terrore, ebbi il coraggio di dire di sì nonostante l’elevato rischio correlato! E lui mi guarda e mi dice:” Lo sai come ti ricordo io e mi sembra di vederti anche ora? Quando venivi tre volte a settimana in day Hospital sostenuta dai tuoi a fare il Campath…!” Non ero di certo un bello spettacolo… Però mi ha fatto commuovere!!! Dopo averlo salutato sono andata a riprendere l’auto e il magone suscitato dai ricordi è prevalso… Sono fortunata ad avere trovato persone e medici come lui!!! Grazie per sempre di cuore!!! ❤️❤️❤️

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Giorno +22 dalla rinascita: protocollo sterile finito!!!!❤️❤️❤️

Nessuno può immaginare cosa possa significare vedere togliere dal vetro della porta della camera sterile il cartello “Attenzione protocollo sterile”!!! E’ un mix di emozioni… Sono di nuovo libera, il peggio è ormai alle spalle, ho una nuova paura che si insinua in me, quella che mi chiede:”E adesso? Come farò sola, non più protetta e con un sistema immunitario ancora ballerino a contrastare ciò che è fuori? Cosa potrà mai succedere???” Il dott mi ha dato il permesso di uscire da quella porta che da più di un mese mi protegge e allo stesso tempo mi tiene segregata… Mi ha detto che devo passeggiare in corsia più volte al giorno per rinforzare le gambe che non mi reggono più. Semmai le prime volte con aiuto e poi sola. E allora dopo pranzo ho confidato in tutto il coraggio possibile e ho varcato la soglia e al mio solito senza aspettare di avere un supporto! Ovviamente hanno dovuto anche staccare i tubicini del cvc!!! Finalmente libera!!!! Non ricordavo assolutamente la disposizione del reparto! E con molta difficoltà ho mosso i miei primi passi stentati, un po’ come quando si impara a camminare. E’ stata un’uscita breve perché le gambe “mi facevano Giacomo” ma è bastata per ridarmi un po’ di positività! E ho aspettato l’arrivo del pino il pomeriggio per ricominciare di nuovo a viaggiare più sicura… e di nuovo è stato lui ad accompagnarmi verso la sicurezza. Ho rivisto infermieri che non vedevo da un po’ e che mi inondavano di domande e sorrisi, medici che mi incitavano a darmi bonariamente una mossa per uscire prima possibile e altri pazienti della corsia che mi guardavano come fossi un essere strano… e non sapevo se avessero come me affrontato il trapianto o se fossero in attesa di farlo! Una persona però non sono riuscita a vedere: Clizia, ancora in protocollo sterile perché indietro di una settimana rispetto a me e con una gvhd più aggressiva della mia. Ma ce la farà anche lei, ne sono sicura! Che dire? Una giornata stupenda!!! ❤️❤️❤️

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Giorno 13esimo dalla rinascita

Da ieri ho iniziato ad accusare un mal di testa fastidioso e forte che non se ne andava con nessuna sostanza somministrata dagli infermieri. Stamattina l’ho riferito anche al doc che mi è sembrato un po’ preoccupato. Dopo pranzo un’infermiera è entrata in camera per dirmi di prepararmi perchè mi dovevano portare a fare una tac urgente… Fuori?????? Nel mio stato????? Ero terrorizzata all’idea che ci potesse essere qualcosa al mio cervello, una delle paure che ho sempre avuto! Ho aspettato l’arrivo dell’ambulanza per il trasporto… il panico ormai si era impadronito di me e nemmeno mamma che mi era accanto riusciva a rasserenarmi. Anche dal suo viso trapelava la paura. Mi sono sdraiata sulla barella e appena varcata la porta di uscita ho sentito l’aria gelida arrivare ai miei polmoni nonostante la mascherina. La sensazione di respirare un’aria diversa è stata indescrivibile e per pochi secondi mi sono dimenticata del mio terrore. Fatta la tac sono stata riportata nella mia camera in attesa di sapere cosa avesse evidenziato. Devo essermi assopita per poco perchè non ho sentito entrare il doc… Doveva comunicarmi che sarebbe stato necessario eseguire anche una risonanza magnetica. Lui non voleva dirmi cosa avevano visto ma con me niente può essere tenuto nascosto. La tac aveva individuato due aree dense di lesione e era necessario valutare meglio la loro natura.  E lì il panico ha preso il sopravvento. Sarebbe stato necessario fare il liquido di contrasto che in vita mia non avevo mai potuto fare a causa del rischio elevato di shock anafilattico. Sono stata trasportata di nuovo al dipartimento di radiologia e a quel punto non ragionavo più. Nemmeno le gocce per calmarmi sembravano funzionare!!! A nulla era valso il tentativo del doc di dirmi che spesso questi addensamenti possono essere dovuti alla tossicità dei farmaci. Sono stata trasferita sul lettino della rm e la mia testa è stata ingabbiata per impedirmi di muoverla e sono scivolata all’interno di quel tubo inquietante sperando solo di non avere un infarto. Il tempo non trascorreva mai e cercavo di osservare l’esterno attraverso il minutissimo specchietto inclinato e appositamente sistemato per i pazienti. Una volta uscita e tornata in stanza ho aspettato con ansia il responso piangendo fra le braccia della mamma. L’esito per fortuna ha dato ragione al doc: le lesioni riscontrate sono l’effetto tossico della ciclosporina che è stata immediatamente sospesa e sostituita con il tacrolimus. Il mal di testa sarebbe passato. Ho assunto spesso la ciclosporina ma non mi aveva mai dato tali problemi! La tensione si è allentata e sono scivolata in un sonno ristoratore fino a cena.

L’attesa dell’attecchimento sta diventando un’ossessione! Cosa aspettano le nuove cellule a palesarsi? Qualcosa non va? E se il midollo non parte? Pensare al peggio ormai sembra diventato più semplice che pensare positivo… Eppure un barlume di speranza ancora la sento! Non può finire così! Non posso lasciare soli Vale e i miei… Dopo tutto ciò che hanno fatto per me! Anche stamattina l’emocromo non si è mosso e i dottori hanno detto che abbiamo tempo fino a domani. E allora la biologa che è in me è venuta fuori lasciando di stucco il dott. Gli ho semplicemente chiesto se non possano darmi qualche fattore di stimolazione per aiutarlo a partire visto che dorme ancora… E lui:” Pamela, sarebbe preferibile che partisse da solo! Un po’ di margine lo abbiamo ancora! Vedrai che andrà tutto bene!”. Però forse in qualche modo mi hanno ascoltata… Oggi pomeriggio verso le 16 ho visto una delle infermiere arricchire il mio albero di Natale con una nuova e piccola boccettina. Sono andata subito alla porta a vetri e le ho chiesto cosa fosse. Vitamine, vitamine per compensare una carenza… Appena è uscita ho cercato di vedere se l’etichetta riportasse qualche dicitura ma non riuscivo a vedere perché girata verso l’esterno! Questa cosa un po’ mi ha indispettita perché il mio albero non ha segreti per me! Sempre le solite venti boccette e la sacca dell’alimentazione… Quella nuova boccetta mi ha disturbata. Ho aspettato che finisse per vedere qualcuno venirla a togliere e magari farmi vedere un indizio… Niente! Non mi resta che aspettare e vedere se succederà qualcosa nei prossimi giorni! ❤️❤️❤️

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Ripartire (La mia nuova vita Cap.4)

Quel giorno era iniziato come tanti altri e non sapevo sarebbe diventato speciale e che lo avrei ricordato per tutta la vita come il punto di un nuovo inizio. Papà era a casa dal lavoro e per l’ennesima volta mi aveva proposto di uscire per andare a fare una passeggiata. E come le volte prima avevo detto di sì per poi supplicarlo di lasciarmi nella mia poltrona. Il terrore di non farcela mi pietrificava… Non riuscivo a vincerlo. Scocciato e frustrato dalla mia arrendevolezza ha tuonato:”Non ti permetterò di rinchiuderti in questa casa, vestiti e andiamo!”. Al mio ennesimo rifiuto è passato ai fatti. Mi ha presa in braccio e mi ha portata fuori, ma non semplicemente fuori casa, ma dalla parte opposta dell’isola vicino a dove abitava nonna Maria. Mi ha messa in terra e risoluto mi ha detto:”Ora torniamo a casa!”. L’ho supplicato piangendo che mi riportasse lui, non ce la facevo, non respiravo bene e non avevo fiato per tornare e la debolezza era talmente tanta che le mie gambe non reggevano nemmeno lo scheletrino che ero diventata. Non mi ascoltava, faceva dieci passi e mi aspettava. E ho ricominciato a camminare! A tratti mi sosteneva lui, in altri lo sostituivo col muro. E i primi dieci passi sono diventati venti, sempre intervallati da soste per far placare il cuore e far rifiatare i polmoni. Credo di averci messo quasi due ore a tornare a casa invece di venti minuti! Ma respirare quell’aria nuova e fresca e aver rimesso in moto i miei muscoli è stata la cosa più bella che fosse successa negli ultimi mesi. Ed è stata in quell’occasione che io e papà abbiamo attuato per la prima volta una nuova tecnica per uscire che avrei poi adottato per sempre: fare brevi soste anche davanti le vetrine per riprendere fiato o cercare di ammirare il paesaggio intorno senza far vedere quanta sofferenza si celasse dietro ogni respiro. E vi assicuro, da allora ha sempre funzionato!!! Tornati a casa l’abbraccio di mamma e le nostre lacrime di gioia hanno trasformato quella giornata iniziata con la paura, in una delle giornate più importanti della nostra vita!!! Se mia mamma mi aveva donato la vita, mio papà me ne aveva restituita un’altra! Iniziava così la mia nuova vita!

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15 novembre 2007: la mia rinascita

Stasera sono stremata… Sono sopraffatta dalle emozioni: gioia, gratitudine, paura… Nella mia testa un vorticare di pensieri e dentro me la consapevolezza di una nuova e più vivida speranza. Stamattina ero già sveglia da un po’ quando Leo è entrato nella mia camera per i prelievi di routine e per ritirare il diario del giorno prima. L’attesa è stata snervante… Ho cercato di prolungare le attività mattutine per cercare di non pensare, nonostante la stanchezza, una nuova stanchezza, mi rallentasse non poco. Ho ritirato i miei cambi sterili posati sul tavolino, fatto la doccia facendo attenzione a non aggrovigliare i fili del cvc, lavato i denti con la garza imbevuta di clorexidina, fatto la solita colazione triste con tè e fette biscottate e iniziato a compilare il nuovo foglio con temperatura, quantità di urina, pH urinario e peso. Dopo nemmeno un’ora non sapevo più cosa fare… Ed erano solo poco più delle sette!!! A che ora sarebbe arrivato il dottore??? Nemmeno la tv riusciva a distrarmi. Un solo e unico pensiero mi assillava… Sono andata alla porta più volte per controllare se vi fossero movimenti, se fosse spuntata qualche nuova boccettina al mio albero di Natale. Niente. Rassegnata sono tornata a letto in attesa… Verso le dieci ho sentito aprire la porta… E il mio dott è entrato portando un vassoio coperto con un telo bianco! Il suo sorriso era stupendo e la sua gioia era contagiosa! Sotto quel telo c’era la mia nuova vita, il dono più grande che una persona possa ricevere. Il dott mi ha spiegato brevemente cosa avremmo fatto e che saremmo stati soli io e lui per qualche ora. Mi ha fatta stendere sul letto in posizione comoda e ha scoperto il vassoio. C’erano una ventina di enormi siringoni e la loro vista mi ha spaventata!!! Di solito il nuovo midollo non arriva in una sacca da trasfusione? Vedendomi perplessa il dott mi ha rassicurata dicendomi che a volte capita che venga portato ancora nelle siringhe di raccolta… La procedura sarebbe stata un po’ più lenta perché avrebbe dovuto alternare una siringa di midollo a una di soluzione fisiologica per diluirlo. Avrei dovuto avvisarlo nel caso avessi sentito qualcosa di strano durante l’infusione. Non riesco a descrivere ciò che ho provato all’inizio dell’infusione!!! Mi sono commossa vedendo la mia nuova vita entrare e non riuscivo a guardare il dott negli occhi perchè piena di emozione. Ho pensato a Lei, alla possibilità che mi stava regalando anche senza conoscermi. L’infusione è durata quasi cinque ore, le cinque ore più veloci della mia vita! Non ho avuto particolari problemi. Ogni tanto il dott rallentava se gli facevo presente che mi girava la testa o se mi sentivo un po’ stranita per poi tornare a velocità normale, sempre da tartaruga però!!! Fra noi due vi era un silenzio quasi mistico, interrotto solo da qualche mia domanda (giusto per non smentire mai la mia natura di biologa assetata di sapere!). La cosa più spettacolare che mi ha spiegato il dott è come riesca il nuovo midollo a trovare la strada per andare a occupare le nicchie lasciate vuote dal vecchio midollo ormai defunto! E il nostro corpo è davvero magico!!! Finita l’ultima siringa di fisiologica, il dott ha raccolto il vassoio vuoto ed è uscito dalla stanza lasciandomi in balia di me stessa e delle mille speranze e paure insorte. Ormai non si poteva più tornare indietro… Ora bisogna solo aspettare l’attecchimento del midollo, ovvero attendere di vedere crescere il numero di globuli bianchi nell’emocromo. Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni e se ce la farò davvero a rinascere come ho promesso a Vale! ❤️❤️❤️

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Mercoledì 14 novembre (giorno precedente il trapianto)

Inizio a sentire un po’ di apprensione… Ora sono completamente in balia di tutto: batteri, virus, donatore, destino… Sono tornata ad essere neonata… Completamente indifesa e inetta! Per fortuna la routine qui dentro distrae dai mille pensieri che si accalcano nella mia testa. A parte un po’ di febbre avuta nei giorni scorsi, non mi sento poi così male! E la chemio mi è parsa una passeggiata in confronto a tutte le schifezze fatte negli ultimi anni! E l’ho anche esternato al dott quando è passato stamattina per dirmi che si avvicina il gran giorno. Molto pacatamente mi ha spiegato che le conseguenze si potranno manifestare fra qualche giorno… Ma non mi è sembrato particolarmente pensieroso! Ne ho passate di cose brutte, cosa potrà mai succedere che io non riesca ad affrontare? Stare qui dentro impigrisce… Cerco di fare un po’ di cyclette ma la voglia non c’è!!! Il cibo è quello che è ma ne ho sentiti di peggio, almeno posso scegliere cosa mangiare nei vari giorni della settimana!!! E ovviamente cerco di scegliere ciò che posso… Con la mia eosinofilia devo stare alla larga da latticini, pomodori e altro… Insomma, mi devo accontentare della classica dieta in bianco: minestrina, semolino, patate lesse o purè, pollo lesso o arrosto, frutta fresca o cotta!!! Devo inesorabilmente rinunciare alla pasta col sugo, ai budini e a tutto ciò che potrebbe rendermi più piacevole il pasto!!! Insomma, una vera tristezza!!Il pomeriggio sonnecchio un po’ nel tentativo di far passare prima il tempo… Oggi non voleva proprio accelerare!!! Fra un po’ cenerò e aspetterò di dormire per finalmente svegliarmi e essere già domani! Ah… Mi sono dimenticata di dire che stamattina mi hanno fatto i raggi al torace direttamente nella mia suite! Hanno un apparecchio portatile che fanno entrare con un unico operatore al bisogno! Mi trattano come una regina!!! Au revoir!!! ❤️❤️❤️

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